Le parti del libro: la fascetta

Spesso ci intralcia mentre cerchiamo di sfogliare un libro, spesso non vediamo l’ora di buttarla non appena usciamo di libreria, ma probabilmente è stata lei a convincerci a comprare quel libro

Riporta numeri, opinioni, informazioni, facendoci sapere che quello che abbiamo tra le mani è «il volume da cui è stata tratta la serie x», o che è il libro che è stato scritto da «un autore da milioni di copie». Di cosa stiamo parlando? Della fascetta, ovviamente!

Cos'è la fascetta?

Primo e unico apparato esterno al volume, il termine “fascetta” indica quella striscia di carta più o meno sottile che avvolge la parte inferiore di un libro, indicativamente a due terzi di altezza. 

Spesso colorata di rosso o di giallo, la fascetta rientra tra quegli elementi paratestuali che aiutano il lettore ad avvicinarsi a un libro e a sceglierlo tra altri, mettendolo nella condizione, come scriveva Calvino, di «girare intorno al libro, leggerci intorno prima di leggerci dentro». 

Una fascetta, un’immagine di copertina, un titolo o una prefazione che sul bancone di una libreria ci attirano verso un libro piuttosto che verso quelli vicini, sono appunto una «soglia», come la definisce lo studioso francese Gérard Genette: una frontiera fisica e mentale che il lettore attraversa quando decide di acquistare o leggere un volume, attratto proprio da uno o più di questi elementi che costituiscono la veste editoriale. 

Tuttavia è sempre lo stesso Genette ad avvisarci quanto forse, essendo la fascetta un elemento rimovibile del paratesto, sia anche caduco e impermanente il suo messaggio.

A cosa serve la fascetta?Chiamata anche manchette, diminutivo del francese manche, che letteralmente significa “polsino”, le fascette sono nate come uno spazio supplementare per accogliere le dichiarazioni virgolettate e i testi celebrativi di personalità autorevoli del settore (in questo caso il testo della fascetta viene definito blurb). 

Oggi le fascette accolgono anche varie informazioni commerciali. Ma a cosa servono nello specifico?

La fortuna di un libro

Possono fornire informazioni riguardo la fortuna del libro: il numero di copie vendute, le edizioni stampate, i premi vinti. 

Oppure possono riportare aggettivi che posizionano il libro all’interno di categorie note anche a lettori meno “forti”, perché il libro è stato scritto «dall’autore del best seller internazionale» o perché lo scrittore è paragonabile a Dan Brown o Stephen King.

Le recensioni

Possono riportare frasi estrapolate da recensioni scritte per il libro da lettori celebri. Spesso i giudizi vengono richiesti dall’editore prima della pubblicazione tramite l’invio privato di una bozza del manoscritto a lettori scelti. In questo caso il blurb promozionale equivale a una “benedizione”, un’approvazione: un privilegio non riservato a tutti che garantisce la qualità e la validità del testo.

Il contenuto

Alcune fascette editoriali hanno la funzione di dare un assaggio dei contenuti del libro, riportando alcuni passi scelti o frasi emblematiche. In questo caso spesso alcuni autori preferiscono occuparsene personalmente, individuando il passaggio più rappresentativo e più convincente.

Opere inedite

In alcuni casi le fascette servono a specificare che il libro pubblicato è un’opera inedita: informazione tanto più importante quando si tratta di una pubblicazione postuma.

Rivolgersi al lettore

Lo spazio promozionale riservato alla fascetta può inoltre rivolgersi direttamente al lettore, in maniera più o meno insinuante, chiamandolo in causa oppure rassicurandolo («E tu, hai mai amato abbastanza?», «Quando leggerai questo libro farai molte supposizioni. Le sbaglierai tutte»).

Altri successi

Ci sono poi alcune fascette che richiamano altri libri di successo dello stesso autore o che accostano il libro ad altri con cui condividono una certa aria di familiarità (per esempio libri nella cui fascetta è riportata la foto della serie televisiva tratta dal testo).

Il genere

A volte, infine, in chiave promozionale la fascetta specifica da subito a che genere di scrittura appartiene il libro.

Chi scrive le fascette?

In sostanza le fascette danno sempre voce a qualcuno: 

  • a un critico per aumentare il prestigio
  • all’editore per fornire informazioni di marketing, strabilianti dati di vendita, o per offrire alcuni cenni sul contenuto e sulle tematiche del volume
  • all’autore stesso con una frase ad hoc estrapolata dal libro 

Le fascette dei lettori

In ogni caso le fascette non avevano mai accolto le parole del lettore, almeno fino a qualche anno fa. Le ha inventate infatti Mario Calabresi, con il suo libro La mattina dopo, pubblicato da Mondadori nel 2020: l’idea è nata quasi per caso, quando sulla sua pagina Facebook sono iniziati a comparire interessanti commenti sul suo romanzo. 

Poiché alcuni si presentavano quasi come «delle vere e proprie recensioni», l’autore, riconoscendo il valore di questi testi, ha iniziato a selezionare e a raccogliere quelli più pertinenti, scegliendo quelle frasi che «sembravano perfette per le fascette». 

Così, una volta alla settimana, faceva ridisegnare la copertina del libro con lo strillo personalizzato e firmato dal lettore, poi la postava sui suoi profili social con un ringraziamento pubblico. L’iniziativa piaceva e le recensioni continuavano ad arrivare. 

Calabresi ha deciso perciò di far stampare davvero le fascette, di metterle intorno al libro e di inviarlo al rispettivo autore, il quale rispondeva inviando e condividendo la foto di sé con il volume in mano, creando così un vero passaparola potente ed empatico.

L'ironia delle fascette

Altre iniziative interessanti nate sul web sono quelle di Alberto Forni, con il suo blog Fascetta nera e di Marco Cassini, editore di Sur. 

Nel primo caso si tratta di un vero e proprio spazio virtuale in cui Forni scova e commenta le fascette più paradossali che scova nelle librerie. 

L’iniziativa di Cassini invece risale al 2019, quando lancia su Twitter l’hashtag #fascetteoneste: come sarebbero le fascette se gli editori potessero dire la verità? L’iniziativa ha avuto tantissime adesioni: lettori, critici e scrittori si sono sbizzarriti nel trovare le frasi più strane e impresentabili, senz’altro creative e sincere, come «un libro di merda», «il libro più noioso che abbia mai pubblicato», «lo ha scritto l’editor bestemmiando tra i denti» e così via. Le #fascetteoneste sono state poi raccolte in un volume pubblicato da Italo Svevo Editore nel 2020, a testimonianza del dissacrante rovescio della medaglia del mondo promozionale.  

FONTI

C. Demaria, R. Fedriga, Il paratesto, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2001
R. Cicala, I meccanismi dell’editoria. Il mondo dei libri dall’autore al lettore, il Mulino, 2021
V. Notarberardino, Fuori di testo. Titoli, copertine, fascette e altre diavolerie, Ponte alle Grazie, 2020

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